Sardegna, un mare da tutelare

25 07 2007

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Sono stati resi noti stamane, sulla banchina del porto di Cagliari, i risultati della campagna “Il veliero dei delfini” (http://www.ilvelierodeidelfini.it/), ideata dal settore conservazione della natura del CTS (www.cts.it) ed attuata dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare(http://www.minambiente.it), e che in questi giorni ha fatto tappa in Sardegna. Sono stati 116 i verbali che il reparto operativo aeronavale della guardia di finanza di Cagliari ha rilevato, per la violazione di normative sulla tutela dell’ambiente marino. La quinta edizione dell’iniziativa, che prevede 24 tappe nelle aree marine protette di tutta Italia, e’ iniziata lo scorso 3 luglio nelle secche di Tor Paterno a Ostia e ha toccato anche La Maddalena e la Corsica.

Sempre più spesso si legge di tutela e salvaguardia del territorio e del patrimonio marittimo italiano. Sempre più spesso si sente parlare di turismo sostenibile e responsabile. Peccato che poi alla resa dei conti sempre più spesso i numeri non sono dalla parte degli italiani. In questi giorni tutte le prime pagine dei giornali citano a grandi caratteri i disastri ambientali dovuti al caldo, alla siccità e ai conseguenti incendi che imperversano in tutto il centro-sud. I dati de “Il veliero dei delfini” non mi sorprendono affatto. E credo che non sorprendano nessuno, perchè in Italia è cosa ormai risaputa che abbiamo un tesoro di immenso valore nel territorio, ed in misura forse anche maggiore, nelle acque che circondano la nostra penisola. In Sardegna la condizione delle acque da tempo si è fatta insostenibile. Ricordo con quanto accorato impegno il Presidente della regione ha fatto si che le orde di marines e sommergibili nucleari americani se ne andassero dalla Maddalena. Molto prima si era dovuti ricorrere al “divieto di approdo” sull’isola forse più bella dell’intero Mediterraneo, Budelli, a salvaguardia dei suoi coralli, predati fino a quel momento in lungo in largo dagli sprovveduti visitatori.

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Le acque sarde sono anche teatro di quello che è stato denominato “Santuario dei cetacei” dove, a seguito di vari studi si è compresa la ricchezza di vita pelagica in questa porzione di mare compresa tra la Sardegna settentrionale, la Liguria e la Provenza. Tra l’altro, per riallacciarmi al discorso del turismo sostenibile, è proprio nei mesi estivi che cetacei di tutte le specie regolari del Mediterraneo sono presenti nelle acque della Sardegna settentrionale. Proprio quel lembo di mare che, da Stintino attraversa la Gallura e l’intera Costa Smeralda, zona assai ricca in questo periodo di yacht giganteschi e superinquinanti.

Chissà se queste magnifiche creature ci regaleranno ancora il privilegio di vivere parte della loro vita nei nostri paragi. O se, per poterle ancora osservare dovremo per forza andare all’estero o abbonarci tutti a National Geographic.

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