Il rigassificatore di Capodistria

1 08 2007

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Scorrendo le pagine del sito dell’ Osservatorio sui Balcani mi sono reso conto che in queste ore si sta consumando in Slovenia una battaglia etica ed ambientalista per evitare alla società tedesca TGE Gas Engeenering, di ottenere dal Governo sloveno (tutta la documentazione, da mercoledì scorso, è sul tavolo del ministro dell’Economia Andrej Vizjak) l’autorizzazione ad avviare la costruzione del rigassificatore a Capodistria. 

Innanzitutto occorre fare una premessa. Lo ZEG (Zveza ekoloških gibanj-Associazione dei movimenti ecologisti)  l’anno scorso, in una conferenza organizzata a Piran insieme a Legaambiente, aveva fortemente osteggiato i due rigassificatori nel golfo di Trieste e aveva promosso un’iniziativa per la tutela dell’alto Adriatico. E fin qui tutto a posto. Se non fosse per il fatto che proprio lo ZEG è diventato uno dei più sorprendenti e quantomai disponibili alleati della multinazionale tedesca. Quanto emerge da questo fatto è abbastanza strano, tanto che molti sospettano che il movimento sia fortemente suscettibile a sponsorizzazioni.

L’area in cui si vuole far sorgere questo rigassificatore è compresa nel brevissimo tratto di costa slovena denominata Carsico-litoranea (Obalno-kraška), una delle 12 regioni statistiche (e non amministrative attenzione) in cui è suddivisa la Slovenia. Il confine con il Friuli-Venezia Giulia, una delle regioni più sviluppate d’Italia, rende questa zona della Slovenia particolarmente interessante. Gli scarsi 40 chilometri di costa sul Mare Adriatico costituiscono un grande motivo di invidia per le altre regioni slovene le quali sono prive di uno sbocco sul mare. E Capodistria ne è la principale città, il centro regionale amministrativo, commerciale, culturale e educativo (49.000 abitanti). La nuova Università della Primorska, che conta più di 5.000 studenti, ne fornisce un buon esempio. Il suo porto commerciale , inoltre,  consente alla regione di sfruttare notevoli potenziali in tutti i settori, laddove tuttavia le attività più promettenti sono quelle dei trasporti, della distribuzione e della logistica. Capodistria è collegata a Ljubljana tramite la ferrovia e l’autostrada, ma si prevede di costruire anche un collegamento ferroviario di 6 chilometri, per creare un collegamento continuo tra Capodistria e Trieste. Oltre a Capodistria le altre città più importanti della regione sono Piran, perla della costa Slovena, antica cittadina peschereccia e salinaria, centro culturale e turistico; IzolaIsola (15.500); Sežana (Sesana) (12.000).

La situazione si fa ancora più rovente se andiamo a dare un’occhiata ai risultati che sono emersi da una ricerca di Centro Studi Sintesi, a cura dell’Ufficio Studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre CGIA . Alla voce Turismo si legge:”Dalla sponda slovena i segnali maggiormente positivi giungono per le imprese dell’Obalno-Kraska, forti di una specializzazione produttiva nel turismo solida e ben radicata“. E ancora:”Edilizia e Turismo. Ecco i canali attraverso i quali gettare una solida base per il progetto Interreg III, con la finalità di favorire una maggiore collaborazione economica tra le due sponde dell’Adriatico settentrionale. Le ragioni che fanno supporre questo esito sono molteplici“, riferendosi ai progetti paralleli tra la regione slovena ed il Veneto. Ma c’è dell’altro:”I due settori rappresentano le principali risorse economiche e produttive sia per la provincia di Venezia sia per le regioni slovene, nello specifico la Goriska e l’Obalno-Kraska. Costituiscono il maggior serbatoio di nuove assunzioni, sia in valore assoluto che in percentuale. Inoltre, l’integrazione potrebbe trovare beneficio dallo stretto legame esistente tra l’edilizia e il turismo, con il secondo che spesso ha fatto da motore per lo sviluppo del primo”.

Altro che turismo sostenibile! Credo che dopo quanto scritto non ci siano troppe parole per quantificare i danni che causerebbe la costruzione di questo rigassificatore per l’ecosistema della costa, ma anche, come abbiamo visto, per lo sviluppo di ulteriori forme di turismo, che rimane il volano principale di molte economie mondiali. E la Slovenia è tra queste.

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