Un call center per i Buddha…

4 08 2007

 centralinista indiana

In Italia, come nel resto del mondo occidentale, siamo stati abituati fin da bambini a trarre la felicità soprattutto quando si stringono per mano oggetti anzichè sensazioni o emozioni. Questo vale praticamente per tutti i paesi basati sulla logica del consumismo. E’ vero altresì che l’altra faccia della medaglia è rappresentata in misura maggiore dai paesi ancora in via di sviluppo come quelli dell’Africa. 

Esistono invece paesi (sono pochi, per dire la verità) che invece basano addirittura la loro sussistenza sulla felicità. Uno di questi è il Bhutan, paese praticamente quasi inaccessibile, nascosto tra le montagne dell’Himalaya. Infatti, mentre la nostra politica interna è alle prese con argomenti come PIL, Welfare e via dicendo,  questa piccola monarchia colpisce per il suo caratteristico approccio alla massimizzazione della Felicità Interna Lorda (Gross National Happiness), proposto dal re (che da queste parti viene chiamato Druk Gyalpo, Re Drago), Jigme Singye Wangchuck negli anni ’70 e che ancora oggi costituisce il principio guida dello sviluppo. Forma la base per individuare la direzione da preferire alle altre e ha governato gli sforzi per il miglioramento degli standard di vita, incluso il benessere spirituale e la preservazione dei valori culturali e dell’ambiente fisico.

L’ultima idea dell’attuale monarca, Jigme Khesar Namgyal Wangchuck, che ha ereditato da poco il trono dal padre, rientra in quest’ordine di idee: la creazione di un call center. Cosa c’è di utile ed innovativo, visto che tra l’altro solo il 15% della popolazione possiede un collegamento telefonico? beh, la cosa più interessante ed originale è che il call center sarà a disposizione di tutti i paesi anglofoni. Questo vuol dire che difficilmente potranno i bhutanesi approfittare di questo servizio direttamente, ma lo faranno tutti quelli che, ad esempio da New York, ordineranno una pizza a domicilio e verranno collegati direttamente ad una graziosa signorina in “Kira”(la veste tipica delle donne).

E’ evidente però che indirettamente anche i bhutanesi potranno approfittare dei benefici economici che l’istituzione di questa via di comunicazione potrà apportare al paese. Se solo prenderà piede. In India già ha avuto effetti positivi. Bisognerà vedere se i centralinisti bhutanesi saranno in grado di capire la differenza tra una “Margherita” e una “Quattro Stagioni”!!! 

 

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One response

10 03 2013
Travel

Hmm is anyone else having problems with the pictures on this blog loading?
I’m trying to find out if its a problem on my end or if it’s the blog.
Any feed-back would be greatly appreciated.

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