Fuoco e sospetti

27 08 2007

Ogni anno la Grecia è visitata da milioni di turisti, per il suo peso storico e culturale che la nascita della cultura moderna le deve, ma soprattutto, come avviene spesso anche nel nostro paese di questi tempi, per il bel paesaggio marittimo che la contraddistingue come una delle mete più ambite e affascinanti del Mediterraneo. Tutto ciò avviene a partire da Maggio, Giugno, quando frotte di turisti quasi tutti stranieri iniziano a colonizzare la terra ellenica. Sono soprattutto le isole Egee e quelle del Mediterraneo orientale (Egeo meridionale) a subire i flussi maggiori. Mi è capitato di dover soggiornare per un periodo prolungato di lavoro a Creta. Lì già da Marzo si possono fare il bagno e prendere il sole, e fin da allora si vedono arrivare turisti, quasi tutti inglesi e tedeschi. Cose impensabili ad esempio per la Sardegna, il nostro paradiso estivo.

Le affinità con l’Italia però non si esauriscono al turismo, perchè dal momento in cui iniziano a registrarsi i primi picchi di temperature elevate allora anche in Grecia si iniziano a notare i primi incendi, che possono anche devastare interi villaggi e paesaggi. L’Italia quest’anno ha registrato una delle stagioni più negative in quanto a ettari bruciati, ma forse la Grecia è anche messa peggio. E’ proprio di queste ore la notizia che gli incendi nell’entroterra, più precisamente nel Peloponneso, ma anche nei pressi della capitale Atene, si stanno propagando a macchia d’olio, tanto che si stanno inasprendo anche i dibattiti attorno a questo problema. Sia il sindaco di Atene, Nikitas Kaklamanis, sia il premier Costas Karamanlis, leader del partito di centro-destra Nea Democratia (Nd), hanno paventato l’ipotesi di un complotto attuato attraverso una serie di attentati incendiari, tali da poter destabilizzare il paese che si sta avvicedando alle prossime elezioni politiche del 16 Settembre.

Continuando con i parallelismi tra Italia e Grecia, dall’inizio della stagione estiva in Italia ci sono state circa 10 vittime a causa degli incendi, mentre in Grecia le stime già parlano di 63 morti, secondo le stime di Repubblica.it e di 57 morti secondo quelle de LaStampa. Le misure per contrastare questo fenomeno sono molte, ma non sempre vengono applicate. Si va dall’arresto per chi viene colto in flagrante a migliaia di euro di multa. Purtroppo però in Italia spesso resiste l’omertà, anche se proprio nelle recenti ore, a Patti, nel messinese, sono stati arrestati due pastori proprio grazie alle testimonianze della gente, e comunque difficilmente si riesce a cogliere sul fatto i piromani. L’Italia ha già spedito da tempo due Canadair dall’aeroporto di Ciampino e Lametia Terme, verso Elefsis a nord di Atene. La Grecia in queste ore è addirittura ricorsa a metodi che ricordano di più scene da farwest stile Sergio Leone, istituendo taglie che vanno da 100.000 a un milione di euro per chi fornirà informazioni dettagliate sui presunti piromani. Insomma, quasi quasi viene la voglia di trasferirsi da quelle parti in questi giorni e trasformarci tutti in cacciatori di taglie per arrotondare un pò.

Visto che anche in Italia sta iniziando a prendere piede l’antistagionalità (ed era ora!) allora consiglio a tutti coloro che volessero partire di questi tempi di puntare più sulle isole, ma quelle più frequentate, come Corfù, Creta, Mikonos, dove il rischio incendi è inferiore. Assolutamente da evitare invece le isole dell’Eubea, per capirci la zona insulare della regione della Grecia Centrale  poco al di sopra di Atene. E’ da evitare anche tutto il Peloponneso in particolare le zone della Messenia e della  Lakonia, mentre più sicure risultano essere le spiaggie delle seguenti regioni del Peloponneso:

  • Achaia

  • Arcadia

  • Argolide

  • Corintia

  • Ilia

  • E se non si vuole proprio rinunciare a visitare Atene (capisco che sarebbe un bel sacrificio!) bisogna comunque fare attenzione alla regione dell’Attica, dove il territorio è a forte rischio incendi. Se avete voglia propongo anche di dare un’occhiata a questo video per rendervi conto di cosa sta succedendo da queste parti.

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