Quello che ruota attorno ad un omicidio

31 08 2007

Può un omicidio riuscire a diventare nel giro di pochi giorni, poche ore, un motivo di divisione tra colpevolisti ed innocentisti? E’ successo e ancora continuerà ad esserlo, per quello che è stato definito da tutti il mistero più intrigante di cronaca nera degli ultimi decenni, il delitto di Cogne. E può un omicidio generare reprimenza e disgusto quando si tratta di vittime giovani, giovanissime? Certo, è successo anche questo. Ed è successo anche il contrario, quando a Novi Ligure si sono capovolte le parti e sono stati due giovani ad uccidere un’intera famiglia. Può succedere anche che due coniugi, uniti da un amore viscerale, scelerato, fino ad arrivare al punto di uccidere. Di uccidere insieme. Di uccidere delle piccole creature, solo perchè piangono (il piccolo Tommy) o perchè oggetto assieme alla loro famiglia di continui litigi (Erba). Un omicidio è sempre un omicidio.

Perdonate questo preambolo pieno di fatti oramai accuduti molto tempo addietro e di fatto demonizzati in tutte le maniere. E’ vero, il dolore resta a chi non ha più un caro da abbracciare, e a noi telespettatori della nuova generazione non resta che fare zapping tra quanti, come del resto vuole il copione telegiornalistico odierno, si sono rincorsi a vicenda in una gara volta a garantire la più ampia informazione possibile su questi delitti. E allora, al grido di “evviva la libertà di espressione”, quando i TG sparano dalla prima pagina l’annuncio di un nuovo giallo noi ormai capiamo a prescindere che il palinsesto Rai, Mediaset e La7 almeno per le prossime serate ci sarà precluso, almeno che non siamo degli amanti incalliti della criminologia fatta disciplina teorica.

Tutto questo non vuole essere affatto un manifesto di protesta nei confronti dei media attuali, colpevoli poi di cosa? Fanno il loro mestiere e forse lo fanno un tantino meno meglio dei loro padri, ma con molta più visibilità e libertà rispetto al passato. La nostra generazione è superinformatizzata e dovunque andiamo è possibile leggere, sapere, apprendere. Questo è un dato più che positivo. Quello che non và sono però certi atteggiameti qualunquisti che noto hanno alcuni personaggi, pure illustri, del mondo dello spettacolo e della politica. Se da una parte credo che il buon vecchio Fabrizio Corona sia stato criminalizzato più del dovuto per il passato scandalo sul racket degli scoop fotografici, non credo però che l’astuto impresario fotografico sia stato discreto nel farsi vedere dalle parti di Garlasco proprio per recensire uno dei suoi scoop, stavolta relativo all’omicidio di Chiara Poggi. Ma quale scoop vuole che trovi da queste parti, in un momento di dramma e di desolazione, provato da questo piccolo paese del pavese?

Il dibattito a Garlasco ormai si è inasprito, perchè tutti sono convinti che l’omicida sia stato il fidanzato di Chiara, il 26enne Alberto Stasi, unico indacato ma già più volte criminalizzato dai cronisti. Lui si è difeso con un “mi fate tutti schifo” e si è ritirato nel silenzio e nei pianti. Non voglio assolutamente provare pena per questo ragazzo, che se colpevole deve pagare, ma non vi sembra che in Italia si stia un esagerando con questa smania di voler a tutti i costi criminalizzare e sputare sentenze ancor prima di conoscere tutte le prove e soprattutto ancor prima del risultato della vera sentenza, quella proclamata da un vero giudice e non da un passante che curioso scruta l’ingresso dell’abitazione della vittima. Sono d’acordo allora con lo sfogo dell’ex PM di mani pulite, Antonio Di Pietro, che sostiene che un delitto, nella fatispecie quello di Garlasco, non è un “Reality show”.

Ed il turismo in tutto questo, paga o viene pagato? Beh, i dati non parlano di certo di turismo killer o ancora di Turismo delittuale o di turismo del crimine. In realtà difficilmente una guida turistica potrà riportare nei “luoghi famosi” o “da non perdere” la casa di Cogne o quella di Garlasco. Ma, anche se questo potrà farmi sembrare impopolare agli occhi di molti, sentite che vi dico: non credo che gli enti locali turistici di tutti questi piccoli paesi coinvolti in delitti di così ampio respiro mediatico, siano proprio del tutto scontenti del nome del proprio posto che si propaga così facilmente. Dite, se vi trovate nei pressi di Pavia in queste ore, non ce lo fareste un saltino a Garlasco per curiosità? E se vi trovate a fare una gita in Valle d’Aosta non ci fate un salto a Cogne per vedere dove stà la casa incriminata della Franzoni?

E allora se siete curiosi TP vi regala le coordinate di alcuni luoghi del crimine resi più o meno famosi da serial killers senza scrupoli:

Italia: 

Pietro Pacciani: Scandicci, Castelletti di Signa, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Montespertoli, Giogoli, Vicchio, gli Scopeti, mercatale (la casa di Pacciani).

Donato Bilancia: Pietra Ligure, Cogoleto, Barbellotta (villa Minerva), Genova, Ventimiglia, Arma di Taggia, Albenga, Savona, Varazze.

Stranieri: 

Charles Manson: Cincinnati (luogo natale), Cielo Drive (Los Angeles).

Stragi: Lago Bodom (Espoo – Finlandia), Columbine High School (Denver – Colorado), Beslan (Ossezia del nord)

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7 responses

31 08 2007
Artemisia65

Secondo te se qualcuno fà fuori Corona
poi il posto diventerà meta turistica o luogo di culto????

1 09 2007
3nom1s

Sai Artemisia65, certi personaggi servono a farci capire una volta di più quanto di poco profondo e miserevole c’è nel mondo dello spettacolo. Ma se Corona e quelli come lui, che sono molti, non ci fossero più, tu sei convinta che ci lasceremmo alle spalle il passato? Io non credo. Dopo Andreotti, Craxi, dopo Craxi Berlusconi, dpo Berlusconi Prodi e dopo Prodi altri come loro. Ma se la politica serve a regolare la nostra vita, lo spettacolo quando è troppo e troppo ridicolo si deve placare. Possiamo farlo solo noi: boicaottaggio! Ma la grande maggioranza degli adolescienti sembra non essere d’accordo con questi discorsi. Poi magari ci sarebbe da fare tutto un discorso su quello che si potrebbe fare di positivo per la nostra decadente e ripetitiva televisione. Ma questo appunto è un altro discorso.
Ti saluto ringraziandoti per aver commentato e spero di non essermi dilungato troppo…

1 09 2007
Michela

La tristezza più grande, a mio avviso, è che molti dei programmi presenti odiernamente in tv non hanno altro scopo che distrarre il più possibile le persone da quelli che invece sono i REALI problemi della nostra società…Siamo contornati da Tronisti, Veline, lucignoli e buone domeniche varie…a tutte le ore e peggio ancora, i telegiornali che spesso come prima notizia o come approfondimento parlano di scoop, vips in vacanza e così via. Se è vero che il nostro è sempre stato un paese dalla popolazione “autentica” e dalla cultura invidiabile è altrettanto reale che l’eco filoamericano ci accompagna sempre di più. Diventeremo una loro colonia?? O forse lo siamo già in parte…?

1 09 2007
Artemisia65

Allora
ora ti racconto una cosa
qui c’è stato corona a fare non ho la + pallida idea di cosa sia
lui lo chiama spettacolo verità
cmq
sai chi impazziva x lui rendendosi ridicolo?
donne adulte
dai 40 in su…
e questo mi fà pensare che siamo davvero alla frutta

1 09 2007
3nom1s

@ Michela: per quanto riguarda i TG sono d’accordo con te. La sindrome da Studio Aperto sta contaggiando anche gli altri, Rai 1 e 2 in testa. Le notizie credo che ormai sia abbastanza facile reperirle, così il TG te lo fai tu! Internet, carta stampata e Radio. In quanto alla filoaericanità invece non sono d’accordo col fatto che il rischio sia di diventare una loro colonia. Di ogni luogo io prendo ad esempio il meglio. Bisognerebbe evitare di esaltarsi per tante baggianate americane, ma quando ascolto certa musica o vedo certi film o opere d’arte d’oltreoceano, allora sono contento di non essere un ultranazionalista.
@ Artemisia65: Beh, apprendo con rammarico che molte donne italiane hanno altro a cui pensare, invece di dedicarsi più alla loro affermazione professionale. Non vorrei che questo sia diventato un comodo modo per esaltare la loro emancipazione. Ma non credo che siano tutte così le 40enni!

Un saluto a tutti 3nom1s

1 09 2007
Artemisia65

nono non sono tutte così x fortuna
io sono una donna di 42 anni
e sinceramente non me passa x la testa di correre appresso a nessuno
è questione di dignità…

27 09 2007
Le isole dell’Isola dei noiosi « Travel Politics

[…] basso e poco attento a posizionamenti e titoli ad effetto. Poco meno di un mese fà infatti, ci eravamo trovati a parlare dell’effetto strage-omicidio su piccoli e sconosciuti luoghi, com…. Questa volta voglio fare lo stesso ma con le isole che durante questi tre anni hanno fatto da […]

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