Il volo della fenice

8 09 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ancora due morti nella Striscia di Gaza, in Palestina. Due ragazzi, uno addrittura 15 enne, l’altro di 26 anni, sono rimasti vittime di scontri nella striscia di terra che continua a seminare vittime tra la popolazione civile inerme che non può far altro che difendere ormai la propria dignità di fronte ad un Governo fantoccio, tenuto in piedi da una massa di terroristi che fanno capo al nome di Hamas.

Sappiamo bene dove erano riposte le speranze dei palestinesi, dopo che le truppe israeliane avevano condotto in porto lo smantellamento ed il ritiro di tutti i coloni israeliani che erano nella striscia dal lontano 1967, anno della guerra dei sei giorni. L’esempio più crudo e tristemente mesto di quanto possa essere facile buttare al vento la possiblità di rivedere il sole e di assaporare dopo tempo immemorabile cosa vuol dire essere liberi e in pace, si è avuto quando, una volta ottenuto lo sgombero dei coloni e la successiva nascita dell’ANP (Autorità Nazionale Palestinese), i palestinesi non resistettero alla tentazione della vendetta, fredda quanto inutile.

Vennero distrutte moschee, case, serre, il tutto per un totale dei danni che si aggirava intorno ai 10 milioni di Dollari. Molti parlano di guerre di religione, ma a me sembra che dietro tutto questo esista la mano di abili burattinai che di religione ne sono ben poco interessati. Alla fine è sempre il potere ad essere il più ricercato e credo che i fatti dello scorso Giugno, seppur possono essere letti come la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ne sono la prova. Vedremo con che pugno governerà Hamas, ora che ha definitivamente scalzato l’ANP di Abu Mazen. L’impressione è che oggi i problemi della Palestinanon siano più legati come un filo conduttore a quello che succede dall’altra parte dei valici coneIsraele, ma invece a quello che avviene al suo interno, con un forte rischio di instabilità e di una guerra civile che sembra essere arrivata ormai alle porte. E se così non sarà (la speranza è l’ultima a morire…), sarà soltanto perchè il popolo palestinese, quello dei lavoratori, dei bambini, quello delle madri (“siamo soltanto delle fabbriche di carne per cannoni“), è stanco di pensare al piombo.

La Striscia di Gaza viene ricordata soprattutto come il luogo dove Davide sconfisse Golia. Una volta veniva identificata come la terra dei Filistei, e da questo appellativo nacque il nome attuale della terra che la ospita, Palestina (Filastin). Gaza è la città più grande e più popolosa della Striscia, possiede ben 3 università ed è raggiungibile, ad oggi, non solo via aerea (dagli aeroporti di Gaza city e di Tel Aviv), ma anche da Israele ed Egitto in auto e Taxi. Il motto della città è: “Come la fenice, il simbolo di Gaza, la città è rinata dalle sue ceneri e stà volando verso una nuova vita”.  

Speriamo  che sia di buon auspicio…

 

 

 

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2 responses

8 09 2007
Artemisia65

sempre sperando che l’ennesimo missile non la rada al suolo….

10 09 2007
3nom1s

Dai Artemisia65, non essere così tragica, purtroppo, in questi luoghi, devastati da guerre intestine e da attentati, gli episodi di violenza e devastazione sono all’ordine del giorno. E, anche se potrà sembrarti cinico, penso che l’ennesimo missile non avrà la stessa importanza di un motto come quello che ho letto sul sito della città palestinese di Gaza. La determinatezza con cui il popolo si identifica e vuole emergere è sempre più forte della violenza e della cattiveria dei potenti che vogliono avere tutto per loro. Intanto accontentiamoci di ammirare la voglia di pace, poi sarà la volta della pace stessa, ne sono sicuro.
Un saluto e a presto

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