Politica-anti…

11 09 2007

A cura di Simone Di Stefano

V-Day. Sembra essere questa l’ultima parola d’ordine dell’Italia arrabbiata. Di chi non ce la fa più e di chi ormai da tempo si è schierato, ma non con la politica di destra o di sinistra, bensì con quella che, dai tempi di mani pulite viene chiamata l’antipolitica. C’è un articolo uscito Domenica su Avvenire e che porta la firma di Sergio Soave, che mi ha fatto riflettere sulla spaccatura che corre lungo la spina dorsale di questo paese che, ahimè, non riesce mai a metteresi d’accordo. Nemmeno quando in poche ore vengono raccolte più di 300.000 firme  per mandare a casa una parte dei dipendenti della politica, come ama definirli Beppe Grillo. Ed io la penso come lui.

Quel che si deduce non è certo un atteggiamento di totale chiusura alla politica, ma credo sia bene precisare che esiste una parte d’Italia che non è completamente d’accordo con l’antipolitica, anzi, rincarerebbe la dose di tutti quei partitini e partitucci che, come sostiene anche Soave, ci sono sempre stati. In effetti in Francia, ad esempio, comandano ancora i Gollisti. Ci sono tuttavia delle incongruenze che potrebbero emergere anche dalla riduzione dei partiti a solo due poli. Tanto state sicuri che i litigi non cesseranno di esistere, vedi il nascituro PD. Cambiano i colori, i nomi, i simboli, ma i protagonisti sono sempre loro.

Il V-Day in questo caso non ha fatto altro che dare la possibilità agli italiani di poter esprimere il seguente concetto: “Ci siamo stufati di vedere sempre le stesse faccie, ma se proprio non ve ne volete andare tutti, che se ne vadano i peggio…” E i peggio chi sono? Dipende dai punti di vista. A me ad esempio stanno molto scomodi tutti quelli che sfruttano le opportunità della politica per fare i loro interessi, quelli che vengono definiti i fannulloni, tutti coloro i quali si sono sentiti in diritto di evocare un aumento di uno stipendio che fa già di per se fà invidia a 99 italiani su 100 e soprattutto tutti quei politici e politicanti, che prima fanno, o reclamano, una legge e poi fanno orecchie da mercante nel rispettarla, o ancor peggio arrivano al punto di crearsi un’immunità ad hoc, come per il drug test.

Se tutto ciò non bastasse per essere arrabbiati, allora siamo proprio un paese tollerante, ma non si direbbe proprio. Le mappe di seguito sono state riprese dal blog di Beppe Grillo, e sono la testimonianza di quanto sia stata forte l’adesione degli italiani al V-Day.

v-day-italia.jpg

E anche  in molte città del resto del mondo è stato possibile aderire al V-Day. E chissà, forse una buona volta abbiamo dato dimostrazione di quanto l’Italia sia un paese democratico. Una Democrazia fatta però su misura, sempre attenta a non dare troppo…E sarebbe questo l’esempio di Democrazia da esportare ai paesi Arabi?

v-day-nel-mondo.jpg

Per concludere, quindi, il dibattito a mio avviso non dovrebbe ruotare troppo attorno a quello che l’antipolitica dovrebbe fare o non fare per garantire cosa poi? La sopravvivenza di Governi sempre più attenti ai loro interessi? Per riprendere l’articolo di Soave, è vero che bisognerebbe fare una buona politica e basta. Ma più che parlare di Antipolitica, nel nostro caso sarebbe meglio parlare di politica anti…(Democratica?).

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3 responses

11 09 2007
Artemisia65

c’è sempre qualcosa anti
antivirus
antistress
antidepressivo
antibiotico
non è che x caso ci prendiamo gusto a dar contro noi stessi?
forse è x questo che siamo perennemente insoddisfatti….

12 09 2007
Simone Di Stefano

L’insoddisfazione per noi stessi deriva dal fatto che la società che adesso viviamo basata sul materialismo più sfrenato e quindi siamo portati a desiderare di possedere un bene subito dopo averne acquisito uno in precedenza. Credo che l’ANTIdoto giusto, come tu stessa lasci intendere, possa essere trovato proprio dentro noi stessi, ma il rischio di fare retorica in questo caso è troppo alto e quindi in questo caso mi accontento di come sono io, sperando che la mia serenità possa servire da tranquillante anche a chi mi circonda o…mi legge.

12 09 2007
Artemisia65

concordo in pieno
le azioni, i gesti, il modo di vivere le cose
valgono più di mille parole….

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