Malta, isola di coraggiosi gentiluomini

5 10 2007

E’ uno degli stati più piccoli ed affascinanti dell’intero continente europeo. E’ assieme uno stato, una regione ed un’ isola (due per l’esattezza). Malta, uno stupendo e minuscolo arcipelago, composto da quattro isole, di cui Malta è la più grande e quella che da anche il nome allo stato, poi Gozo, Comino e Filfla. Situata nel bel mezzo del Mar Mediterraneo tra la Sicilia e la Libia, in una posizione più che privilegiata per il commercio , Malta giocò un ruolo di prim’ordine negli sviluppi della Seconda Guerra Mondiale, fungendo da importante base militare e strategica per la flotta inglese che nelle acque del Mediterraneo combattè una lunga guerra navale all’asse formato dalla Germania di Hitler, dall’Italia di Mussolini e dall’impero nipponico. Immenso fu inoltre il coraggio di questa gente nel momento in cui si trovò del tutto isolata e privata dei rifornimenti necessari allorchè, dimenticata dalla flotta inglese presa come era nel cercare di interrompere i rifornimenti italiani in Libia, fu letteralmente presa d’assedio dai bombardieri tedeschi. Si difesero e resistettero in tutte le maniere i maltesi, mostrando grande coraggio ma anche tanta sofferenza e moltissime perdite, tanto che quando arrivarono le prime navi inglesi a rifornire nuovamente di armi e di provviste la popolazione, l’accoglienza riservata ai marinai britannici all’arrivo al porto della capitale La Valletta, dove oggi è anche possibile andare a visitare il museo marittimo e della guerra, rasentò addirittura la sottomissione e i cori di giubilo si levarono nei cieli maltesi anche nei giorni immediatamente successivi. Il coraggio mostrato dai maltesi per la causa britannica portò Malta ad essere insignita dell’ambitissima ed onorifica George Cross, la più alta decorazione a cui uno stato del Commonwealth può ambire, che ora è possibile vedere sulla bandiera ufficiale maltese. In realtà Malta è stata molto più italiana di quanto possa pervenire dalla bandiera o dal fatto che oggi la lingua ufficiale assieme al maltese sia l’inglese e non l’italiano, come fu però fino al 1930. Infatti, dopo essere stata preda dell’impero francese di Napoleone e successivamente colonia inglese, in quella data proprio la corona inglese decise di spostare la propria flotta ad Alessandria d’Egitto, già inglese, e di cedere all’Italia l’isola. Fino a quel momento l’italiano era parlato, assieme al maltese. Fu nel 1934, a seguito delle sanzioni economiche promosse dall’Inghilterra nei confronti dell’Italia, che la lingua italiana non fu più considerata lingua ufficiale e di lì a poco iniziò tutto un processo di deitalianizzazione dello stato, favorito anche dal fatto che Malta non venne mai vista agli occhi di Mussolini come un bene prezioso per la conservazione della superiorità marittima e commerciale dell’impero italiano. Fatto stà che le parole del Duce “L’Italia è una portaerei spiegata sul Mediterraneo” assieme all’errore di abbandonare l’idea di conquistare l’isola per puntare alla guerra lampo in Grecia, mai furono così infauste visti poi i risultati effettivamente raggiunti dagli inglesi grazie all’appoggio fornito dall’isola durante tutto il conflitto.

Malta ed il maltese. Se vi è capitato di parlare o ascoltare qualche dialogo tra maltesi, non può esservi sfuggito il fatto che tra tante parole incomprensibili ogni tanto spunta anche qualche parola a noi un pò più familiare. Non soltanto perchè l’italiano, come abbiamo visto, fu la lingua ufficiale di Malta fino al ’34, ma anche perchè, se è vero da una parte che il maltese è una lingua di derivazione araba e più precisamente un dialetto di famiglia semitica, è anche vero che con il tempo la vicinanza alla Sicilia ha portato alla nascita di sincretismi linguistici molto italianizzanti e tendenti più alle lingue romanze che a quelle maghrebine (ad esempio Kunsilli Lokali vuol dire Consigli Locali, simile no?!). Inoltre è importante ricordare che dal tardo medioevo l’isola è stata la principale terra dell’ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni, che nel tempo sono diventati famosi con il nome di Cavalieri di Malta (la sede oggi è a Roma, in via de Condotti). 

Questo ordine così antico mi aiuta ad iniziare un discorso relativo a quanto sia stata nel tempo apprezzata ed ammirata quest’isola, anche da personaggi importanti, da grandi artisti, come ad esempio il nostro grande pittore di genere, Caravaggio. Da molti considerato come un pittore maledetto, per via del suo carattere e della fine che poi, come vedremo, effettivamente fece. Nel 1607, infatti, Caravaggio si trasferì a Malta a seguito di un periodo d’oro a Napoli, ma anche di una condanna alla decapitazione inflittagli a Roma a seguito di fatto di sangue di cui Caravaggio si macchiò. Una volta a Malta entrò in contatto con il Gran Maestro dell’ordine dei cavalieri, il quale ebbe modo anche di farsi ritrarre dal celebre pittore, e che gli permise un anno dopo di entrare a far parte dell’ordine con il rango di Cavaliere di Grazia, il rango più basso. Caravaggio lasciò traccia della sua permanenza attraverso la Decollazione di San Giovanni Battista, nella cattedrale della Valletta. Purtroppo a seguito di una lite (ancora!) con un cavaliere dell’ordine superiore lo costrinse a fuggire, in Sicilia e poi a Napoli ancora, dove su una spiaggia morì, a seguito di una febbre intestinale. Ma Caravaggio non fu l’unico  ad apprezzare Malta. Ad esempio lo scrittore Walter Scott definì la capitale Valletta “una città costruita da gentiluomini per gentiluomini” (da Enciclopedia Geografica – Corriere della Sera), il che ci può aitare anche a capire di che pasta siano fatti i maltesi.

Alla Valletta ci sono la maggior parte delle testimonianze storico artistiche di Malta, anche se il resto del paese è ricco di storia e di natura:

La città contiene numerosi edifici di rilevanza storica: il più conosciuto è la Co-cattedrale di San Giovanni, precedentemente Chiesa Conventuale dei Cavalieri, ma vi si trovano anche il Palazzo del Grande Maestro, che oggigiorno ospita gli uffici del parlamento Maltese, le fortificazioni per la difesa della città, il forte di Sant’Elmo e il Museo di Belle Arti. Tutte queste opere sono valse alla città il titolo di patrimonio dell’umanità assegnato dall’UNESCO“. (wikipedia)

Tutto questo è Malta: sofferenza, arte, storia e mare, da vedere, da vivere e da raccontare. Ulteriori info sono disponibili sul sito ufficiale del turismo e qui.

 

 

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4 responses

5 10 2007
Paolo

ho visto che hai commentato il mio post, grazie
sei di ferrara ?

5 10 2007
3nom1s

Prego per il commento, meritato, hai messo su un bel blog. Comunque no, non sono di Ferrara, ma me ne hanno parlato tutti molto bene. E’ una bella città quindi buon divertimento…

8 10 2007
artemisia65

conobbi una ragazza maltese una volta
io sono calabrese
io non so l’inglese
lei nemmeno
alla fine parlammo in dialetto e ci capimmo perfettamente 🙂

16 06 2013
Chante

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