10 02 2008
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Bianco e nero a Roma

10 02 2008





Rosone abruzzese

9 02 2008

Rosone abruzzese

Col. L’Aquila (prov.) – 30 06 2007 – Simone Di Stefano 

Pievi, abbazie e tantissimi altri edifici dei periodi tardo antico, medievale e romanico sorgono in tutto l’Abruzzo, regione tra le più ricche in Italia di beni culturali, ma che troppo spesso viene dimenticata da tanti. Questo rosone ne è una piccolissima testimonianza di una chiesetta che sorge sulla cima di una montagna tra L’Aquila e Barisciano.

Aneddoto: abbiamo dovuto telefonare direttamente alla custode per farci aprire la chiesetta e ammirare lo stupendo ciclo di affreschi al suo interno. La custode non è altro che una signora sulla settantina che arriva con fare molto schietto senza badare tanto alle formalità.





Veli Rossi

9 02 2008

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Col. Roma – 26 02 2007 – Simone Di Stefano





Splashing splash

8 02 2008

Splashing splash

Ma cosa mi ha detto quel giorno il cervello? Una graziosissima inaugurazione all’interno di una bella e lussuosa casa del centro storico di Roma, Trastevere. E pensare che io con la Playstation ci gioco solo a un gioco, e non vi dico quale. Questa era un’istallazione di un qualche artista che evidentemente ce l’aveva con il mondo. Non è l’unica…erano all’incirca tutte così.





Specchiett’

8 02 2008

Specchiett’

Semplice palazzo e semplice prospettiva. Il gioco è stato quello di approfittare degli angoli dello specchietto di un motorino per distorcere le linee architettoniche e ricreare anche se in parte l’effetto fish-eye. Riuscito in parte l’esperimento, ci ho riprovato più in la con risultati quasi analoghi. Vedrete…





Trolley blu

31 01 2008

Il trolley blu

Col. Roma. Stazione Termini – 12 01 2007 – Simone Di Stefano

La stazione ci fa pensare sempre a luoghi altri, diversi, lontani dai nostri immaginari. Persone che arrivano, persone che ci lasciano tra borse che ci danno le spalle e loro padroni che correndo in cerca del binario per monteranno sul treno che va. Quasi che le rotaie stiano a dividerci dall’infinito, da ciò che a noi, rimasti lì ad osservare, non resta altro ma nient’altro da fare che tornare a recuperare l’auto lasciata in sosta vietata, fuori, sotto la supervisione attenta di un uomo che ci aveva raccomandati di stare tranquilli perchè tanto “la controllo io, capo…” Ma di quell’uomo all’uscita non restano che i ricordi sbiaditi a prima di un’ora d’attesa di fronte al binario 15.